Books
Questo articolo potrebbe essere un libro a sé stante, perché la sua passione per i libri era sconfinata e datava fin dalla sua infanzia. Da piccola macinava libri voracemente nelle librerie del quartiere, luoghi molto cari nell’Albania di allora che a Tirana si stanno riscoprendo nuovamente. Io invece leggevo, ma senza una particolare affezione, finché alle superiori, un “duello” a distanza con la maestra di letteratura me li fecce quasi odiare. E poi ho “incontrato” Stefan Zweig e mi sono innamorato delle sue novelle, tra cui la “Novella degli scacchi”, dovuto anche alla mia passione per il gioco. E poi Tolstoj, mi stupiva sempre la sua capacità di sorprendere, mai banale e prevedibile. Kadare, oltre ad essere albanese e più volte candidato al Nobel per la letteratura, credo sia uno dei scrittori più potenti per quello che ha scritto, la finezza e la forza del suo linguaggio e per il momento in cui lo ha scritto. Sono diventato un grande lettore durante gli esami più difficili dell’università. Dopo aver arroventato il mio cervello di 12-14 ore consecutive di analisi matematica, divoravo libri interi, mi immergevo in mondi sconosciuti, mi aiutava ad uscire dai miei logaritmi, serie di Fourier ed integrali generalizzati, per poi riprendermi di nuovo delle lunghe pause dopo la laurea. Quando ci siamo conosciuti, ormai 17 anni fa, Lei era in una sorta di tregua forzata dovuta alle mille difficoltà che affrontava ogni giorno per gli esami, lavori saltuari ecc., ma appena finito gli studi riprese con i sui ritmi. Mi fece scoprire la letteratura giapponese e alcuni classici italiani e insieme ci scambiavamo consigli sul prossimo libro. Poi le regalai un Kindle, il modello migliore disponibile al momento, con una custodia fucsia, bellissima. Fu amore a prima vista! Così poteva leggere in treno mentre andava al lavoro senza aggiungere carichi pesanti sulle sue gracili spalle, la notte senza disturbare nessuno ed anche mentre allattava. E così gli investimenti in e-book si facevano ingenti e poi abbiamo contagiato anche mia sorella, alla quale regalai lo stesso modello e con la quale condivideva lo stesso account per condividere anche i libri. Appena finito il libro iniziava il pressing per raccontarmelo, ci teneva e a me in generale piaceva molto anche se a volte facevo finta del contrario. Mi ricordava me stesso di tanti anni prima, un libro è un tesoro troppo grande da tenere solo per se e parlarne con gli altri ti faceva scoprire dei punti di vista alternativi, lati dei personaggi a cui non avevi pensato, sfaccettature diverse.
Quando avevi saputo della malattia avevi il terrore di non poter esserci il primo giorno di scuola di Enea, nonostante le mie rassicurazioni, e quel giorno di settembre 2019 forse eri più emozionata di lui. In qualche modo eri riuscita a piazzarlo in classe insieme ad amici della materna e figli di vicini di casa per cui la sua timidezza si è trasformata in certezza, mentre la scuola era un cantiere di lavori in corso, con transenne e finestre sventrate, un pugno nell’occhio. Fu così che, con un gruppo di altre mamme, ti è venuta naturale la prossima sfida. Trasformare quella stanza da un magazzino di scatoloni e roba vecchia in una biblioteca accogliente per i nostri bimbi. Dopo aver superato tutti gli ostacoli burocratici e inventariato tutto quanto, è venuto fuori che i libri erano pochi e molto vecchi. Allora avanti con l’iniziativa presso una casa editrice in cui per ogni libro acquistato loro ne regalavano un altro alla biblioteca. Fu così che avete martellato tutti i genitori della scuola e finalmente era tutto pronto.



Tu e le altre mamme andavate a fare i turni di lettura ai ragazzi e questo ti riempiva di gioia. Enea era orgoglioso della sua mamma e sapendoti nei paraggi era molto più tranquillo in classe.
E poi ti sei fatta conoscere da Patrizia, responsabile della biblioteca comunale, a Segrate molto bella e frequentata, ed insieme a lei, Rosy e altre mamme pensavate a come coinvolgere ancora di più la cittadinanza, gli stranieri e i bambini. Insieme a loro avete organizzato la lettura in lingua originale per i bambini nella saletta dei piccoli. Genitori che leggevano in cinese, russo, rumeno, arabo, albanese ecc. e bambini che tiravano la rapa oppure, come il lupo dai capretti, si mettevano le mani nella farina, felicissimi, perché questo eri tu, gioia e felicità.
E poi avanti a diffondere il più possibile con Francesca i bellissimi libri della Usborne in inglese e poi e poi e poi…
E poi sei finita tra le righe di questo libro virtuale dove scrivendo e confidandomi, trovo la tua compagnia come se tu fossi qua, seduta accanto a me sul nostro meraviglioso balcone, con il tuo sguardo dolce. Mi impegnerò amore mio perché tutto questo non vada perduto e di trasmettere la passione ai nostri figli per fargli scegliere i book anziché Facebook. No dai, questa non si può sentire, scusate… ma non potevo trattenermi, non sarei io altrimenti, chiudiamo con un sorriso questo giro 😅


