Amici

Iron ladies

Erjona, stanotte ti ho sognato, purtroppo sogno sempre delle fine e mai del resto, per questo mi sono decisa a scrivere, anche se questo vuol dire ammettere quello che è successo.

Ricordo esattamente il tuo sorriso quando ci siamo conosciute, abitavate sopra di noi, noi avevamo Noemi di pochi mesi e voi Enea di un anno, quando ci siamo incrociati all’ingresso dell’ascensore giù dai box. Nel palazzo eravamo davvero pochi all’epoca. Erald con la sua solita ironia che poi avremmo imparato a conoscere, mi guarda con la bimba in braccio e dice “eh la piccola martella”. Era vero che martellava, ma era la mia bimba, quindi mentre stavo per rimanerci un po’ male, ti avvicini tu e con la tua straordinaria empatia, accarezzando Noemi, dici “ma no piccolina come sei bella, cosa dice, non lo ascoltare”. E poi mi hai chiesto se invece noi sentivamo di Enea che avendo iniziato a camminare trascinava le sedie per tutta casa. Mi hai conquistato subito, è stato facile. Ricordo le passeggiate che facevamo con i bambini piccoli nei passeggini per Segrate, era il nostro momento di relax.

E quando ci siamo iscritte in quella sfigata palestra, due sere alla settimana, avevamo lezione alle 20 e riuscivamo sempre a arrivare all’ultimo secondo. Anche se sempre di corsa, è stato divertente, purtroppo che sia durato troppo poco. Perché gli ostacoli la vita te ne metteva troppi davanti.

Ho sempre ammirato la tua personalità, avevi idee chiare e forti, che esprimevi sempre con modi garbati e posati. All’incontrario di me. Ci confrontavamo sulle dinamiche varie di scuola dei bambini e vita in condominio e dal confronto con te ne uscivo sempre con una visione migliore.

Quando mi hai raccontato della malattia, non ci potevo credere, che capitasse proprio a te, così giovane e piena di vita. Nelle difficoltà enormi che affrontavi ho ammirato ancora di più la tua forza e personalità, quello che hai fatto e come l’hai affrontato non ha equali. Mi raccontavi le cose terribili che passavi sempre con ottimismo e serenità. Tanto da farmi credere che questo non sarebbe mai potuto succedere.

Nel tuo percorso, non hai mai perso nulla del tuo straordinario carattere. Ricordo ancora esattamente due estati fa che incontrandoci in piscina ti raccontai che ero in difficoltà perché a causa di un imprevisto ero rimasta scoperta, e non avevo nessuno che mi tenesse Noemi, che aveva finito la scuola. Il tuo sguardo in quel momento ce l’ho ancora impresso nella mente, mi hai detto che avresti voluto tenere tu Noemi, solo che andavi in ospedale tutti i giorni. Io assolutamente non ti stavo chiedendo ne avrei mai pensato di chiederti nulla, ma tu con il tuo grande altruismo avresti voluto aiutarmi e soffrivi di non poterlo fare.

Eri bravissima con i bambini, super amorevole e attenta con tutti. Sapevi sempre come prendere i miei figli anche nei loro momenti di capricci peggiori. E l’ultimo regalo che hai fatto a Noemi proprio pochi giorni prima, lei mi ha detto che lo conserverà sempre con tanto amore.

Nell’ultimo periodo, da quando Noemi aveva iniziato con tante incertezze la prima elementare, ti prodigavi di mandarmi tutti gli aggiornamenti che tu ricevevi per prima dalla scuola facendo parte del gruppo rappresentanti. Nonostante non stessi affatto bene, avevi il pensiero di tenermi aggiornata.

Mi mancano quei messaggi, mi mancano gli aggiornamenti vari, il parlare di tutto, non ho più avuto il coraggio di guardare quella chat. Ma sta lì e non si tocca.

Mi manchi amica.

Silvia D’angio

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

The maximum upload file size: 50 MB. You can upload: image, audio, video, document, interactive, text, archive, other. Links to YouTube, Facebook, Twitter and other services inserted in the comment text will be automatically embedded.