“Ciao tesorina, come stai?”
Era il messaggio che ci scambiavamo ogni mattina, anche quando sapevamo che da lì a meno di un’ora ci saremmo incontrate in ufficio davanti alla macchinetta del caffè. Ed è stato il messaggio che ci scambiavamo sempre ogni mattina anche durante questi due ultimi anni. Perché tu avevi sempre un pensiero per me, per gli altri, anche nei momenti più difficili.
Mi ricordo ancora il giorno in cui sei arrivata in WS, più di 10 anni fa. Mi ricordo che indossavi un tailleur bianco e avevi un sorriso splendente e in davvero pochissimo tempo sei riuscita a guadagnarti la fiducia e il rispetto di tutti. Avevi un’energia e una voglia di fare smisurate, eri molto precisa e determinata. In tutti questi anni non abbiamo mai lavorato insieme su uno stesso progetto, ma sei sempre stata un esempio per me e un punto di riferimento.

Quando avevo dei dubbi, quando non sapevo come gestire una criticità, quando ero stanca, quando ottenevo dei risultati, tu eri la prima a saperlo. Mi hai sempre dato buoni consigli, ma a volte mi bacchettavi pure!! Con quella tua energia dirompente mi dicevi “ma fregatene tesorina!”. Ma entrambe sapevamo bene che non riuscivamo a fregarcene di niente. Perché il nostro lavoro l’abbiamo sempre vissuto con passione e con dedizione, mettendoci la testa, l’anima e il cuore. E questo ci ha aiutato a costruire un’amicizia, anche al di fuori dell’ufficio.

Ricordo tutte le risate che abbiamo fatto in ufficio, davanti alla macchinetta del caffè o in pausa pranzo, quando ci ostinavamo tutti i giorni ad andare a mangiare al ristorante vegano. Ti vedo ancora camminare lungo il corridoio e arrivare verso la mia scrivania, sventolando la chiavetta del caffè e chiedendomi “Tesoro, caffè??”. Quando qualcuno faceva una battuta un po’ spinta e tu diventavi rossissima in viso. Quando ci chiedevamo cosa dovessimo fare per farti dire una parolaccia… Quando abbiamo fatto un team building a cucinare tutti insieme la pizza, ma la mia pizza mi è caduta mentre la tiravo fuori dal forno diventando un calzone e tu non hai smesso di ridere per tutta la sera.

Quando alla festa aziendale estiva ad Antrona Piana, tu ti sei buttata a fare un bagno nel laghetto gelido.
Non sei stata solo una collega per me, ma anche una vera amica e una sorella. Penso a tutti quei momenti che abbiamo condiviso, al destino che ci ha fatto avvicinare a una brutta malattia in momenti diversi della nostra vita e a come siamo state una vicina all’altra, con gesti e pensieri piccoli e semplici, ma pieni di affetto.


Abbiamo vissuto insieme i momenti più importanti della nostra vita: i nostri matrimoni, le nascite dei nostri figli. Ricordo quando siamo stati in Albania per il vostro matrimonio, una delle feste più allegre e gioiose a cui ho mai partecipato. Ancora oggi non so da dove tu abbia tirato fuori tutta quella energia per ballare senza freni per così tante ore!!
Sei stata la prima persona a cui ho confidato di essere incinta. Anche tu eri incinta di Emilia, senza dirti nulla ti ho fatto vedere l’ecografia, sei scoppiata a piangere e mi hai stretta in un abbraccio, un abbraccio che difficilmente potrò dimenticare. Ci abbiamo messo un po’ a scegliere i nomi per le nostre bambine e ogni volta che ci chiedevamo come le avremmo chiamate, non avevamo mai un nome che ci convincesse. Poi un giorno ci scriviamo su Whatsapp “Tesoro, io e Stefano abbiamo scelto il nome!!” “Anche io ed Erald!!”. E senza esserci mai dette nulla, avevamo scelto lo stesso nome EMILIA per le nostre bambine. Un nome che aveva significati profondi per entrambe, l’unico nome con cui si potevano chiamare le nostre bambine.

Abbiamo vissuto le due gravidanze insieme, io alle prese con le prime esperienze e tu che mi prendevi in giro e ridevi quando speravo che arrivata a 3 mesi la mia Emilia avrebbe iniziato a dormire tutta la notte…povera illusa che ero!! Quante notti ci incontravamo con la Manu, tutte e tre a chiacchierare su Whatsapp, mentre eravamo sveglie ad allattare le nostre bambine… Tu avevi un consiglio per tutti, sapevi sempre cosa fare, in qualsiasi momento.
Mentre scrivo queste poche righe, mi tornano alla mente centinaia di ricordi, le lacrime bagnano il mio viso e ancora fatico a credere che tu non ci sia più. Cara Erj, ogni giorno ringrazio Dio per aver fatto incrociare le nostre strade e per averti portata nella mia vita. Spero di essere stata una buona amica per te, anche solo la metà di quanto tu lo sei stata per me. Ti voglio bene.
Ciao tesorina.
Marianna Papparazzo




