New Amsterdam
Morivo dal ridere nelle fredde notti d’inverno quando lasciavo una temperatura semi fredda in casa, Lei si infilava per prima nel lettone e si rannicchiava come un cucciolo infreddolito
“Vieni presto, brrrrrr, vieni a scaldarmi”
Ma io facevo con comodo, controllavo la porta di casa, spegnevo le luci, mettevo sotto carica i telefonini e poi mi infilavo con calma qualche minuto dopo di Lei. Per scelta non abbiamo mai messo la Tv in camera da letto e solo ogni tanto ci guardavamo qualche serie tv sul tablet infilati nel lettone.
Durante una telefonata con un caro amico, nonché collaboratore, il dr. House dell’automazione di processo, uno che è molto più diretto di me, dopo aver discusso una questione di lavoro mi dice, sai sto guardando questa serie tv, New Amsterdam, è una serie tv, però ha qualcosa in più… e così le mie serate sono diventate tormentate, come un drogato in attesa della propria dose, mentre mettevo a dormire i bambini aspettando impaziente che crollassero. Come un dolore alle parti basse, che solo gli uomini possono capire, ti fa male ma provi piacere al tempo stesso, mettevo a dormire i bimbi per prendere la mia dose a notte fonda fino alle prime ore del mattino.
Inizia subito con un cazzotto, bam, per me è come guardarmi allo specchio, il tipo un gran lavoratore, gentile e simpatico, diviso tra lavoro e amore. Sacrifica se stesso per un qualcosa che ritiene superiore, è un supereroe moderno.
Come posso aiutare?! – questa è la sua espressione.
Mi trovo a turno raccontato dai vari personaggi e vari personaggi parlano con me, parlano di me e di quello che ho affrontato negli ultimi due anni e mezzo. Questo film racconta i miei ultimi 30 mesi, meglio di quanto sarei in grado di farlo io.
E mi sono ritrovato nella stessa scena quando per questioni di principio, di correttezza e di rispetto dei rapporti umani verso un cliente, ho scritto alla nostra fabbrica di mandarmi l’IBAN perché se non pagava la mia azienda, avrei pagato io di tasca mia.
E mi sono ritrovato nella stessa scena in cui, a causa della burocrazia interna, non riuscivo a farmi fare correttamente il biglietto da visita esattamente come una targhetta sulla porta…
E mi sono ritrovato nella stessa scena quando sei a terra o anche sotto e i tuoi colleghi si trasformano in fratelli, i collaboratori in alfieri e gli uccelli spiccano il volo e diventano aquile.
E mi sono ritrovato nella stessa scena quando una persona cara “mastica” chemio come caramelle e produce solo sorrisi.
E poi quella canzone così datata, così semplice e così potente allo stesso tempo
Il tuo amore mi ha portato più in alto
Di quanto io sia mai
stato portato prima
Quindi continua così
Forgia il mio desiderio
E io sarò al tuo fianco
Sempre più
Sai, il tuo amore
Continua a sollevarmi
Più in alto
Sempre più in alto
Ho detto il tuo amore
Continua
A sollevarmi
Sempre più in alto
Ascolta
Una volta ero affranto
La delusione
Era il mio migliore amico
Ma poi sei arrivata tu
E presto se ne andò
E tu sai che non
Si è fatta più vedere
Ecco perché il tuo amore
Continua a sollevarmi
Più in alto
Sempre più in alto
Sono così felice
finalmente ti ho trovata
Sì, quella ragazza su un milione
E ora con
Le mie amorevoli braccia intorno a te
Tesoro, posso alzarmi in piedi
E affrontare il mondo
Mi sono trovato nella stessa scena, con lo stesso groppone che saliva alla gola, in ginocchio da Lei sdraiata a tenerle la mano e l’unica verità che Le potevo dire è la stessa che dice il personaggio del film: Ti Amo!

E mi sono ritrovato nella stessa scena, quando l’amore della tua vita collassa davanti a te, e tante volte ti aggrappi alla regola dell’ingegnere che rimane freddo sul ponte mentre crolla cercando di salvare le persone e se possibile anche il ponte, ma l’ultima volta è stata terribile; il ponte oramai era crollato e la disperazione mi ha assalito.
E mi sono ritrovato nella stessa scena quando “per scherzo” ti scambi gli ultimi desideri di come vorresti morire e dove essere seppellito e la Sua risposta è stata: “Voglio stare vicino a te e i nostri figli”.
E mi sono ritrovato nella stessa scena, senza mai dirlo, a chi cercava di starmi vicino
“Stai provando a tenermi lontano…”
“Sto provando a risparmiarti
Non voglio che tu provi tutto questo
Non voglio che tu passi attraverso questo
Non è giusto”
E mi sono ritrovato nella stessa scena di chi soffre per la mancanza del proprio caro e del suo straordinario sorriso e se lo trova in ogni istante e in ogni luogo…
E si parla di sentimenti veri, di come affrontarli, di come esplicitarli, e l’Ivan Drago che c’è in me non era preparato a farlo. Io devo aggiustare cose che non vanno, non mi hanno preparato ed estrarre fantasmi dal cervello di una bimba di 4 anni o a dire ad un bimbo di 7, mio figlio, la mattina presto che sua mamma è morta la sera prima, ma questo film in qualche modo lo fa, per me almeno.
Avrei tanto voluto vederlo insieme a te sul nostro tablet, infilati insieme nel lettone in una fredda notte d’inverno mentre ti scaldo i piedi. Saremo stati ancora più vicini, ti saresti commossa, ti trovavo bellissima quando piangevi, saremo cresciuti insieme, tenendoci per mano.
E poi mi sono ritrovato nella stessa scena quando dico: “Hai visto, questa è mia moglie, niente male eeee?! Sono stato bravo nella scelta…”


